Centralismo democratico
L’art. 3 della Costituzione dell’URSS recita: “Lo Stato sovietico è organizzato e funziona in base al principio del centralismo democratico, ossia l’elettività di tutti gli organi dell’autorità statale, dal più basso al più alto, la loro responsabilità nei confronti del popolo e l’obbligo degli organi inferiori di osservare le decisioni di quelli superiori. Il centralismo democratico combina la gestione centrale con l’iniziativa e l’attività creativa locale e con la responsabilità di ogni organo e funzionario statale per il lavoro affidatogli”.
Il C.D. è uno dei principi fondamentali secondo cui sono organizzati e funzionano il PCUS, lo Stato sovietico e le organizzazioni sociali. I documenti del Partito hanno ripetutamente sottolineato che è essenziale consolidare entrambi gli aspetti del C.D.: da un lato, promuovere il centralismo, arginando così la crescita di tendenze ristrette e localistiche, dall’altro, promuovere la democrazia e l’iniziativa locale. Il C.D. rimane una norma immutabile della vita del Partito Comunista e ciò presuppone, in particolare, il legame più stretto possibile tra il centro e le località, tra gli organi dirigenti del Partito e la sua base. Inoltre, si tratta di un legame bidirezionale.
Una direzione centralizzata più efficiente si ottiene con una divisione del lavoro scientificamente fondata tra i vari anelli dell’apparato statale e con correlazioni definitivamente stabilite tra i diritti e le responsabilità degli organi centrali e locali. Gli organi dell’intera Unione cercano di promuovere piani e previsioni di sviluppo sociale ed economico a lungo termine, di stabilire un legame tra la pianificazione corrente e quella a lungo termine, di introdurre una più elevata prassi scientifica di gestione e di risoluzione dei problemi più urgenti della vita pubblica.
Una manifestazione specifica del C.D. nel sistema degli organi amministrativi è la “doppia” subordinazione dei suoi numerosi legami. I ministeri e i comitati statali delle repubbliche dell’Unione e tutti i ministeri e gli altri enti funzionali delle repubbliche autonome sono responsabili sia nei confronti del Consiglio dei Ministri della repubblica a cui appartengono, sia nei confronti di un ministero o di un comitato statale superiore (artt. 129 e 136 della Costituzione della RSFSR). I dipartimenti e i consigli dei comitati esecutivi dei soviet locali sono, di norma, subordinati non solo al comitato esecutivo in questione, ma anche agli organi superiori di gestione funzionale (art. 150 della Costituzione della RSFSR). Questo tipo di subordinazione garantisce la centralizzazione di ogni ramo e una sufficiente attenzione alle condizioni locali.