Caro collega, adesso ascolta.

Caro collega, adesso ascolta.

Insegnanti che dicono 'NO'



3 Dicembre, 2021


Caro collega,

da quasi due anni seguiamo di settimana in settimana l'ultima necessaria restrizione per uscire dall'emergenza. Si chiudeva a Pasqua per salvare l'estate, poi lo stato di eccezione si è fatto permanente.

Oggi i cosiddetti tamponi non sono più considerati affidabili, sebbene siano stati imposti come necessario strumento per certificare la salute di persone sanissime; sono stati la base su cui si è retto il discorso che - di paura in paura - ci ha portato fino questo punto. Un vaccino ci salverà, si era detto. Adesso due dosi di vaccino non sono più efficaci oltre i due mesi.

Il cosiddetto green pass - in vigore già da mesi - non ha influito minimamente sulla situazione e sarebbe finito a dicembre, si era detto; ora la soluzione dovrebbe essere il super green pass?

È chiaro ormai che questi farmaci sperimentali e dagli effetti sconosciuti non immunizzino e non blocchino alcun contagio. Perché allora questa imposizione sotto ricatto, con minaccia di perdita del lavoro e di segregazione?

E qualora fossero efficacissimi, nessun trattamento sanitario invasivo - se presenta anche solo una possibilità di rischio ed è chiaro che i rischi ci siano - può essere introdotto con misure discriminatorie e coercitive.

Se rinunci alla potestà sul tuo proprio corpo non la recupererai più. Quando si sarà stabilita una società virtuale e automatica - ed è questo che si sta facendo a partire dai QRcode - non si tornerà più a quella interumana che conosciamo.

Il passaporto digitale è un sistema di governo e se lo si accetta, l'imposizione sarà il modello per gestire ogni aspetto della vita.

Ti stanno privando della dignità di persona. Non è un problema medico-scientifico, si tratta di diritti inalienabili sanciti dal codice di Norimberga in poi.

Il passaporto digitale ora sanitario, e domani fiscale, sarà il criterio di accesso a tutto. Il diritto al lavoro, allo studio, alla libera circolazione non possono dipendere dall'avere o meno un certificato di obbedienza. La violazione della costituzione è macroscopica, e anche se oggi i requisiti ti sembrassero giusti, quali saranno i prossimi? Se questo sistema entra in vigore prima o poi toccherà a tutti subirne le conseguenze. Anche a te.

La svendita delle libertà conquistate a caro prezzo dalle generazioni precedenti non è segno di senso civico, quanto del contrario: senso civico sarebbe la loro difesa, diritto e dovere di ogni cittadino della Repubblica italiana.

Non è una questione sanitaria, è una questione politica. Non è in gioco la salute. È in gioco l'intero assetto della società. Chi si nasconde dietro la propria paura o l'altrui necessità - chi collabora - non è vittima, è complice.

E se oggi tu collabori a scacciare chi sta lottando anche per la tua libertà e per quella di chi ti è caro, domani, quando sarà il tuo momento e sarai rimasto solo, chi ti difenderà?


Insegnanti che dicono «NO»