CLASSI MEDIE E AUTORITARISMO

CLASSI MEDIE E AUTORITARISMO

LIBERTÀ E DEMOCRAZIA

⏹️ Fascismo e nazismo furono sostenuti dalle classi medie. La storiografia contemporanea lo ha dimostrato senza timori di smentite. Gli studi di Renzo De Felice sono stati paradigmatici in tal senso.


🔸️ Il Crollo di Wall Street del 1929 innescò la sospensione del Piano Dawes in Germania, mentre in Italia, dopo la Prima guerra mondiale, l’inefficienza lobbistica delle classi liberali chiuse nella difesa del privilegio di classe, malgrado la presenza delle classi medie, favorì l’ascesa del fascismo in un clima di “terrore rosso amplificato dalla crisi economica”.


🔸️ Il fascismo fu la risposta alle ambizioni frustrate della piccola borghesia e al timore di proletarizzarsi a seguito della crisi dopo la Grande guerra. La storia non si ripete mai eguale, ma vi sono similitudini che si “ripetono pericolosamente”.


🔸️ Con la globalizzazione e la sconfitta delle sinistre comuniste dopo il 1989, la condizione delle classi medie è precipitata velocemente verso l’immobilità e la discesa sociale lenta e graduale, secondo lo schema della “rana bollita”.


🔸️ In Italia tutti i dati statistici rilevano senza ombra di dubbio che la mobilità sociale è ormai solo una vana aspirazione. Ciò che determina il futuro di un giovane è il “censo di famiglia”. Scuola, titoli e cultura sono relativi, è la “pecunia” a determinare il futuro. Si può lavorare ed essere poveri.


🔸️ Un docente a tempo indeterminato è parte della piccola borghesia, ma se deve affrontare senza sostegni famigliari le spese d’affitto, farmaceutiche e alimentari è praticamente “povero”. La forbice tra salario stagnante e costi dei servizi essenziali è sempre più ampia.


🔸️ Tra i lavoratori poveri della classe un docente a tempo indeterminato è un privilegiato, poiché molti lavoratori sono precari e dipendono da genitori e nonni. La povertà non va scissa dal malessere psicologico.


🔸️ Le nuove generazioni delle classi medie sono cresciute nel mito del successo, del merito e della grandeur. Lo scontro con la realtà è annichilente, tanto più che non sono sostenuti da famiglie solide e da valori politici e spirituali.


🔸️ Tra il 2011 e il 2024 sono emigrati 630.000 giovani italiani, mentre il saldo tra nascite e deceduti è negativo nel 2025. La soluzione delle oligarchie è la “migrazione perenne per esseri umani senza identità”. Si depopola, in quanto l’AI deve affermarsi, per cui lavorano su più fronti per manipolare e irregimentare il presente.


🔸️ La competizione globale esige manodopera a basso prezzo e un “esercito di lavoratori di riserva” con cui minacciare e destabilizzare classi medie e proletari.


🔸️ La paura segnata da angoscia di essere facilmente sostituiti col migrante è il sentimento che prevale. L’assenza di alternative rafforza l’impotenza e porta alla disperazione depressiva quotidiana.


🔸️ Dopo il 1989 siamo tutti “diversamente migranti”, questo è il sogno distopico delle oligarchie. I migranti non lottano per sanare le contraddizioni, perché vivono come “dolorosi turisti”.


🔸️ Si è “turisti” nel lavoro, tanto è precario, nella politica, tanto sono tutti eguali, nella conoscenza, si gira per il mondo per noia e per solitudine. Si insegna ai figli delle classi medie che il “futuro è altrove”; si insegna a emigrare per avere un degno riconoscimento professionale.


🔸️ La guerra orizzontale consente alle borghesie capitalistiche di portare a termine “la distruzione creativa dell’economia” e con essa le ultime sicurezze dello “stato sociale” vanno in cenere.


🔸️ Solo l’autoritarismo e la sorveglianza capillare del territorio restano, e in tal modo classe media e migranti cadono egualmente nella trappola del capitalismo e del servidorame mediatico.


🔸️ Non si lotta per cambiare un sistema ormai palesemente totalitario, ma ci si adatta “al male”. In questa cornice la complessità è sostituita con il semplicismo manicheo, lo stato sociale è privatizzato in nome dell’efficienza; l’iniqua distribuzione delle ricchezze è giustificata con la logica del “merito”.


🔸️ L’impotenza è il risultato finale del dominio oligarchico. Il popolo delega la soluzione e, dunque, precipita verso la condizione di plebe che attende che qualche briciola cada dalla tavolata olimpica dei “grandi”. Questo è il nostro tempo terribile intessuto di slogan e misologia....

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Salvatore A. Bravo


Articolo integrale ⤵️

https://www.linterferenza.info/attpol/classi-medie-e-autoritarismo/

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