Botros 9 - l'Editoriale

Botros 9 - l'Editoriale

don Rosario (https://t.me/donRosarioMorrone) [Art. 5 febbraio 2023]


La follia d’amore

Scientificamente l’essere umano è definito animale razionale e, in questa definizione, il più delle volte sembra primeggiare l’intelligenza, la razionalità, la capacità di generare (elaborare, concepire, preparare, predisporre) sistematicamente delle idee, che ci permettono di realizzare molti progetti.

Di sicuro l’uomo è intelligente, e di certo è capace con la sua razionalità di sistematizzare tutta la sua vita.

C’è però una realtà, che sfugge alle maglie della razionalità e che il più delle volte, sembra essere - proprio perchè fuori da schemi - una ‘follia’.

Quando capita questa irrazionalità, sembra non rientrare affatto in quelli che vengono indicati come i criteri di credibilità, o in quelle che vengono giudicate situazioni di scelte pacate, ponderate e calibrate.

Questo evento stravolgente, succede solitamente quando s’incontra una “persona”, che non è come le altre, ma che ha qualcosa ‘tutta particolare’.

Nell’incontrarla, si incrocia il suo sguardo: si sente d’improvviso che il cuore batte diversamente dal solito;  ammirandola si avverte che pure lo stomaco si smuove impazzito; osservandola ancora si percepisce che il sangue scorre più veloce nelle vene, e come una magia si prova un’attrazione irrefrenabile – non trattenibile - che non si verifica mai ordinariamente.

E tutte queste emozioni sembrano prevalere prepotentemente, sconvolgendo la solita vita giornaliera.

In questo incanto, si comprende che sta per accadere qualcosa di rivoluzionario, che può sfasciare l’ordine costituito, e può creare entusiasmi da fascino irrepetibile.

Si avverte chiara la consapevolezza che niente sarà più come prima e che, pur volendo, non si potrà più tornare indietro.

Questa “persona” inaspettata, pur non essendo tra quelle che conosciamo fin da bambini, acquista un significato particolare, tanto stupefacente da farci fare delle cose che prima non facevamo; può farci compiere scelte audaci mai sognate, e può addirittura metterci ‘contro’ le solite relazioni personali.

L’incontro che genera questo entusiasmo - comunemente chiamato innamoramento - da ultimo accaduto, sconvolge vertiginosamente la ‘scala’ della gerarchia dell’importanza delle persone, che normalmente abbiamo considerato.

Da ‘ultima’ (persona) diventa ‘prima’, e da “prima” sfiora persino l’assoluto: anche papà e mamma, che sembravano essere i nostri punti di riferimento, risultano ‘secondi’ davanti a quest’incontro di pazzia d’amore.

Questa estranea fino all’incontro, proprio perché ci ha fatto provare brividi inenarrabili, e fatto percepire la realtà con una luce abbagliante - immettendo situazioni inusuali nel nostro profondo ed aprendo nuovi orizzonti affettivi - diviene la potenza trainante della nostra esistenza.

Papà e mamma non sono più i privilegiati: ma anche fratelli, sorelle, amici e tutti quelli che costellavano prima la nostra esperienza umana, davanti a questa ‘follia d’amore’, sono inesorabilmente messi da parte (con i risaputi pianti di mamma).

Una follia così sembra essere ingiusta secondo i criteri razionali, ma in verità è la pazzia meravigliosa che esalta il nostro essere.

Gli occhi dell’amata saranno così attraenti da farci impazzire letteralmente: arriveremo a lasciare casa nostra (la casa paterna), per condividere con lei ogni respiro di vita, persino il sonno; non riusciremo più a dormire da soli, ma vorremo perfino sognare insieme, perché le stagioni dell’anno sembrerebbero vuote senza un suo battito di ciglia.

Altre faccende, che capiteranno, le vivremo come degli audaci del cuore, le rivestiremo di “straordinaria normalità”; arriveremo all’assurdo: non ci sarà più un “io”, ma un “noi” a determinare l’avvenire.

E quando nella ‘follia d’amore’ coinvolgeremo la totalità delle nostre costitutività, sfioreremo l’immenso: non solo più il cuore (che nel frattempo si è messo a battere come un tamburo tonante),  non solo più lo stomaco (che conterrà certamente uno sciame di farfalle svolazzanti), e nemmeno solo l’intelligenza (che nel frattempo si è piegata inesorabilmente alle ragioni dell’amore); sentiremo un’attrazione primordiale per  ‘unire’ perfino i corpi: è allora che sentiremo il brivido più folle di tutti, quello che appartiene a Dio, dove creeremo l’unità dell’amore perfetto, un figlio.

Saremo capaci di divenire una carne sola e forse ci diremo: “Valeva la pena incontrare l’amore nella sua follia più immensa: nella ordinarietà razionale ci saremmo persi il brivido di andare ‘oltre’, e di fare riecheggiare nell’eternità la pazzia d’amare”.


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