Botros 21 - Un anno dopo...
Bruno Apicella (https://t.me/BrunoApicella) [Art. 7 Febbraio 2024]
Strage di Cutro, un anno dopo si è ancora alla ricerca della verità
Un anno di dolore, sofferenza, indagini e verità ancora da accertare. Il prossimo 26 febbraio, infatti, sarà passato un anno esatto da quando la barca "Summer Love" con a bordo circa 180 persone naufragò nel mare di Steccato di Cutro.
E, oggi, si è ancora alla ricerca della verità e delle responsabilità. Partiamo dai dati certi: 94 persone, di cui 35 minori, hanno perso la vita in quella terribile notte. Altri corpi, forse una decina, non sono mai stati ritrovati, né mai lo saranno. E, intanto, la Procura di Crotone continua a cercare la verità mentre è in corso il processo a Catanzaro contro i presunti scafisti, ovvero coloro che materialmente hanno organizzato il viaggio. Negli ultimi giorni, però, è stato diffuso, dal sito di informazione Euractiv, il rapporto redatto dall’ufficio dei diritti fondamentali (Fro), che monitora le attività dell’Agenzia europea delle frontiere, e nel quale si chiamano in causa i "ritardi di molte ore" da parte delle autorità italiane che, di fatto, avrebbero perso troppo tempo per attivare le ricerche e comunicare il numero del satellitare.

Come emerso dal documento, infatti, le autorità italiane presenti nella sala di monitoraggio di Frontex a Varsavia (un funzionario della guardia costiera e uno della guardia di finanza) hanno ritenuto "non di particolare interesse" la segnalazione in cui è stata avvistata (ore prima del naufragio) l’imbarcazione su cui viaggiavano i migranti. Tutto questo perché nessuno dei due funzionari avrebbe "comunicato al team leader della European monitoring room che il caso fosse di particolare interesse". Situazioni che, ricorda l'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, "possono degenerare rapidamente in emergenza" e per tale ragione avrebbe dovuto esserci "un attento monitoraggio" dell’imbarcazione. Il pericolo, quindi, se gli accertamenti dovessero essere confermati, sarebbe stato sottovalutato.
E, proprio per ricostruire l'esatta versione dei fatti, il ruolo e le responsabilità delle autorità coinvolte nell'intera vicenda che, all'indomani del naufragio, la Procura di Crotone ha avviato due inchieste sulle strage. Una riguarda gli scafisti e la seconda vuole ricostruire le responsabilità attorno alla catena di comando. Un'inchiesta difficile che parte dalla constatazione secondo cui l'imbarcazione "Summer Love" era stata avvistata per la prima volta alle 22.26 del 25 febbraio dall’aereo Eagle One di Frontex, che ha trasmesso la sua segnalazione alle autorità italiane.
E, allora, perchè non è stata lanciata l'operazione di soccorso? Come mai i soccorsi sono arrivati dopo quaranta minuti di ritardo? E, quindi, è l'interrogativo a cui dovrà rispondere l'inchiesta, la tragedia poteva essere evitata? Quelle persone partite una settimana prima dalla Turchia e che sognavano un mondo e un futuro migliore, potevano essere salvate? Domande, dubbi e interrogativi a cui la Procura, ora, è chiamata a dare risposte e la chiusura delle indagini potrebbe arrivare presto.

Nell'attesa, in occasione dell'anniversario, il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha annunciato l'inaugurazione del "giardino di Alì", ovvero un luogo nel quale verranno piantate 94 alberature, una per ogni vittima della strage. Questo perché tutta "la comunità ha saputo dimostrare - ricorda oggi l'amministrazione comunale di Crotone - in quel frangente la sua grande umanità partecipando, in ogni modo, al cordoglio per le vittime, all'assistenza ai superstiti, alla vicinanza ai familiari".
Una catena di solidarietà dimostrata anche dai cittadini di Botricello e Steccato che, in quei giorni di dolore e sofferenza, hanno provato a fare di tutto per offrire il loro aiuto e il loro supporto ai superstiti di un naufragio che, forse, poteva essere evitato.
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