Botros 14 - Miti e leggende sulla Luna...
Angelins (https://t.me/BotrosGiornale) [Art. 2 Luglio 2023]
... pallida regina della notte


Almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha parlato con la luna, se non con parole poetiche, come ha fatto Leopardi, certamente con le parole del cuore.
Sono tantissime le poesie e le canzoni dedicate alla luna, che nell’immaginario collettivo è la silenziosa e misteriosa compagna notturna, che ascolta paziente le confidenze degli uomini. Amata dai poeti i tutti i tempi, come ci tramanda Firmicus Maternus (Scrittore siracusano IV sec. d.c.) che scrive:
"La Luna, quasi che adorasse umilmente il Sole, si espone ai raggi della sua luce, si riabbellisce dello splendore che promana dall’altro fratello, viene rigenerata dalla luce scintillante e, quasi rinnovata, reca su di sé i monili del fulgore riflesso.
O Luna, tu trapassi agli estremi confini della volta celeste, tu sei l’eccelsa che torna continuamente ad adornarsi della luce del Sole e brilla del suo splendore per dare mensilmente eterna durata alla forza seminale degli esseri viventi".
Fin dall’antichità, dunque, la luna ha sempre affascinato gli uomini, che hanno tentato di svelarne significati e misteri spesso inventati e messi in relazione a vari eventi della vita stessa.
Da questa attrazione fatale sono nati i miti antichi e in questo scritto cercheremo di considerarne alcuni.
O luna tu. pallida luna
Nella mitologia greca Selene era la Dea della luna, figlia di Iperione e Teia, sorella di Elio, il sole, e di Eos, l'aurora.
Veniva raffigurata come una bella donna dal viso pallido, con lunghe vesti bianche o argentate, che reca sulla testa una luna crescente ed in mano una torcia e spesso rappresentata su di un carro tirato da buoi o su una biga tirata da cavalli, che insegue quella solare.


Tutte le antiche Dee furono lunari, telluriche e infere, cioè con tre aspetti, collegati alla luna e al cielo notturno, alla terra e quindi all'agricoltura, agli animali, all’allevamento ed alla caccia, ma anche alla morte e al dopo morte.
Il mito greco racconta che la fase di Luna piena sarebbe propizia all'agricoltura, mentre in quello dei romani il satellite luna viene rappresentato dalla dea Diana, cacciatrice e signora dei boschi. Anche per gli etruschi la dea lunare Artume rappresentava la natura e la fertilità.

La Dea italica Luna ereditata dai Romani, viene rintracciata nella Dea Diana, che non la soppiantò del tutto, tanto è vero che il culto della luna, assieme a quello del sole, sopravvisse nel culto mitraico - del dio Mitra, divinità di origine persiana - dove la Dea era simboleggiata da uno spicchio di luna ritagliato nel marmo in modo che una lampada dietro il marmo dell'altare rimandasse l'immagine luminosa della luna.
I due simboli della luna e del sole, Dei tutelari, verranno ripresi nel cristianesimo medievale dove il Crocefisso verrà posto tra una luna e un sole in tutte o quasi le pitture.
Una cosa certa e comune a quasi tutti i miti è la concezione della luna con diversi volti:
Artemide (Dea della luna crescente) · Selene (Dea della luna piena) · Ecate (Dea della luna calante) ·Pandia (Dea del plenilunio) · Febe (Titanide della luna) ...
Il mito più riconosciuto e narrato è quello dei Tre Aspetti della Dea


La Fanciulla (Luna crescente) rappresenta la gioventù, la Natura selvaggia, l’incanto, la seduzione, la verginità, la speranza nel futuro.
E’ il simbolo del Futuro, la sua direzione è l’EST e la sua stagione la Primavera.
Ha nomi diversi a secondo del popolo che tramanda il mito:
Brigid (Celti), Bastet (Egitto), Freya (Norreni), Afrodite/Venere, Artemide e Persefone (Grecia), Diana e Prosèrpina (Roma), Saraswati (India), Tara Bianca (Buddhismo).
La Madre (Luna piena) rappresenta la maturità, la vita nella sua pienezza, la fertilità, il raccolto, il potere, la compassione.
E’ il simbolo del Presente, la sua direzione è il SUD e la sua stagione l’Estate.
La Dea Madre per eccellenza è chiamata :
Ceridwen (Celti), Hator e Iside (Egitto), Frigg (Norreni), Gea e Demetra (Grecia), Cibele e Cerere (Roma), Inanna (Sumeri), Ishtar (Babilonia), Astarte (Fenici), Yemaya (Africa), Nerthus (Germania), Parvati (India), Tara Verde (Buddhismo).
La Crona (Luna calante) rappresenta la vecchiaia, la saggezza, la magia, il Mistero, l’oltretomba, la Morte.
E’ il simbolo del Passato, la sua direzione è l’OVEST e la sua stagione l’Autunno.
Nel suo aspetto più oscuro (Luna nuova) è associata anche alla direzione del NORD ed all’Inverno come tempo di Morte e Rinascita.
Le dee che simboleggiano questo aspetto sono:
Ecate (Grecia e Roma), Nefti (Egitto), Kali (India), Hel (Norreni), Mara (Buddhismo).

L’aspetto della Triplicità
Il termine “Triplice Dea” venne adottato da Robert Graves, che constatò come il modello delle Triadi di Dee, si trovasse frequentemente nelle mitologie indo-europee.
Anche nella simbologia celtica, infatti, i tre aspetti sono solitamente rappresentati dal simbolo della Triplice Luna, spesso portato sulla fronte dalle sacerdotesse dei culti lunari.
Presso i greci, invece, troviamo Ecate, guardiana dei crocevia dove un tempo i viaggiatori lasciavano offerte per ingraziarsi la dea, che determinava le scelte della tua vita, tutti i processi di trasformazione.

La Triplice dea del fato
Questa Dea aveva il compito di tessere il filo del fato, svolgerlo ed infine tagliarlo, ponendo fine alla vita degli esseri umani mortali.
Le tre dee simbolo di questo aspetto sono: Moire (Grecia), Parche (Roma), Norne (Norreni).

- La Dea veniva raffigurata come una bella donna con il viso pallido, con lunghe vesti fluenti e candide oppure argentate, con un quarto di luna crescente sulla testa ed in mano una torcia. In alternativa aveva sul capo, oltre al crescente lunare, due teste di ariete, simboleggianti la primavera, a quei tempi inizio e fine dell'anno.
- Alcune volte era avvolta nel mantello della notte, mantello oscuro ornato però da fiori o da stelle.
- Il mito rappresentava il movimento di Selene negli spazi celesti come un volo compiuto dalla dea per mezzo di ali, oppure cavalcando un animale, un cavallo o un mulo, ora una capra o un cervo o un gallo.
- Più spesso però si immaginava che Selene venisse trasportata nel suo viaggio celeste su di un carro (si ricordi il simbolo, diffusissimo, del carro del sole), tirato da buoi, da cavalli o da cervi.
- Selene, adorata soprattutto in Grecia, era spesso confusa con Artemide.
- Le si attribuirono diversi amanti, tra i quali: Zeus, da cui ebbe Pandia (la Luna piena) e forse Ersa (la rugiada, anche se quest'ultima viene anche considerata figlia di Eos); Pan, che per sedurla si travestì con un vello di pecora bianca affinché Selene vi salisse sopra; e soprattutto il mortale Endimione, il bellissimo e giovane re dell'Elide, di cui Selene si innamorò.
- Secondo i Greci e i Romani, Endimione fu condannato da Zeus a dormire per 30 anni in una grotta del monte Latmo, in Asia Minore; la sua innamorata lo andava a trovare ogni notte.
Selene si innamorò perdutamente del giovane Endimione quando lo vide addormentato in una grotta.

- Da questo grande amore nacquero cinquanta figli; Selene però non sopportava l'idea che un giorno il suo amante potesse morire, e lo fece sprofondare in un sonno eterno. per andare a trovarlo ogni notte. Endimione dormiva con gli occhi aperti, per poter vedere l'apparizione della sua donna.
- Altre versioni meno romantiche della storia sostengono che Endimione avesse chiesto a Zeus di dormire, per non perdere la sua giovanile bellezza, o addirittura per evitare che Selene rischiasse un'ulteriore gravidanza.

Della luna di perla scrive Karl Eduard Ferdinand Blechen
Alla luna è assegnata una connotazione romantica, poetica. Quando la guardiamo ne siamo affascinati, attratti; procura sogni ai sognatori. Un raggio di luna è poesia!
Ed io mi sento come la luna, che si ripara dal sole, ma lo adora riflettendo i suoi raggi nell'oro tepido della propria ammaliante presenza.
La luna è bisognosa di intimità, di ombre, di nascosti boschi di stelle.
La luna non vuole splendere, vuole vivere di chiarore riflesso per mostrarlo timidamente in silenzio, vuole smorzare la luce nel suo pallore di perla.
E quando si accende è perchè il sole la ama.
La vita della luna è simile alla mia, ho bisogno di accogliere i pensieri degli altri per immergerli nella loro versione migliore e metterli in una vetrina ben allestita.
Forse forse...sono un po' lunatica!
La festa della luna, il coniglio lunare, e la storia d’amore di Houyi e Chang’e


La celebrazione della Festa di Metà Autunno in Cina è strettamente associata alla leggenda di Houyi e Chang’e, essendo quest’ultima la dea lunare dell’immortalità.
C’erano una volta tanto, tanto tempo due esseri immortali: Houyi e Chang’e, bellissima fanciulla, che lavorava al palazzo dell’Imperatore di Giada, come ancella della moglie dell’imperatore…
I due si conobbero e tra loro scattò quella scintilla chiamata amore…
Quando i due si innamorano, Houyi attirò su di sé gelosie di ogni tipo: lo calunniavano di fronte all’Imperatore di Giada, che decise di bandire dal regno del cielo i due innamorati, costretti a vivere come due mortali.
Per sopravvivere, Houyi iniziò a cacciare e diventò un provetto arciere.

In quell’epoca esistevano dieci soli, che avevano la forma di uccelli a tre gambe e vivevano su di un albero di gelso, nel mare orientale. Ogni giorno uno degli uccelli doveva viaggiare intorno al mondo sul carro condotto da Xihe, la divinità “madre” dei soli. Un giorno, tuttavia, tutti e dieci i soli decisero di viaggiare insieme, di conseguenza la terra iniziò a bruciare.
L’imperatore Yao, all’epoca imperatore della Cina, comandò a Houyi di usare il suo l’arco, per uccidere tutti i soli tranne uno. Avendo completato con successo la missione, Houyi venne ricompensato dall’imperatore con una pillola, che garantiva l’immortalità.
L’imperatore avvisò Houyi di non consumare la pillola immediatamente, ma di prepararsi pregando e digiunando per un anno. Houyi portò la pillola a casa e la nascose sotto un’asse di legno, finché un giorno non fu nuovamente chiamato al cospetto dell’imperatore Yao. In assenza del marito, Chang’e notò una strana luce bianca, che proveniva da sotto uno degli assi di legno: seguì la luce e scoprì la pillola.
La inghiottì e si rese conto di poter volare.
Quando Houyi tornò a casa intuì ciò che Chang’e Chang’e aveva fatto, iniziò a sgridarla. Ma Chang’e scappò in cielo, volando via dalla finestra.
Houyi riuscì a seguirla attraverso i cieli fino a metà strada, ma fu costretto a tornare sulla Terra a causa dei venti troppo forti. Chang’e infine raggiunse la luna, dove tossendo espulse parte della pillola e non riuscì più a volare. Chiese a colui che preparava le erbe medicinali per gli dei, cioè al coniglio bianco, che viveva sulla luna, di prepararle un’altra pillola, per poter tornare da suo marito sulla terra.

La leggenda narra che, ai giorni nostri, il coniglio stia ancora pestando le erbe nel tentativo di fare un’altra pillola.
Houyi, nel frattempo, si costruì una casa sul sole, di fronte alla casa lunare di Chang’e.

Si narra che una volta l’anno, durante la Festa di Metà Autunno, Houyi sia in grado di visitare sua moglie sulla luna, ed è per questa ragione che, in quella particolare notte, la luna piena è più bella e luminosa del solito.
Secondo la tradizione cinese, il Coniglio di Giada avrebbe il compito, insieme alla signora della luna Chang’e, di pestare le erbe medicinali per gli dèi.
Altre versioni della leggenda dichiarano che il Coniglio di Giada è solo una forma assunta dalla stessa Chang’e, ma le macchie oscure che si vedono sulla luna durante la luna piena, sembrano formare un coniglio. Le orecchie dell’animale si troverebbero nella parte superiore a destra, mentre a sinistra si notano due grandi macchie rotonde, che rappresenterebbero la testa e il corpo.

🌙Le credenze
A distanza di 50 anni dalla storica missione Apollo 11, che portò per la prima volta l’essere umano sulla Luna, c’è ancora chi sostiene addirittura che lo sbarco sulla luna fosse stata di una messinscena ben architettata.
E ’una delle tante leggende metropolitane che sono raccontate da chi non vuole rinunciare per a vedere nella luna qualcosa di fantastico e di leggendario. Così si tramandano delle credenze, che fanno parte ormai della cultura popolare.
🌙L’influenza della luna sulle colture agricole
Quella che a volte viene chiamata astrologia agricola, è una pratica rispettata da tempo immemore, in qualsiasi parte del mondo. La semina, le operazioni successive di cura della pianta e la raccolta, andrebbero eseguite tenendo sempre in considerazione il calendario lunare.
I lunari sono ancora diffusissimi ovunque, basti pensare al calendario conosciutissimo di Frate Indovino.
Le fasi lunari vengono rispettate con lo scopo di avere un raccolto abbondante o di produrre un buon vino. È ormai noto, però, che l’attrazione gravitazionale e la luminosità della Luna sono troppo deboli, per innescare processi biochimici (la crescita di una pianta, la fermentazione) che sono estremamente complessi.
Nelle notti di Luna luminosissima si è osservato il fenomeno del fototropismo, il movimento della pianta in direzione di una fonte luminosa. Tuttavia, anche nei casi di massima luminosità lunare, non si innesca il processo della fotosintesi clorofilliana.
Nonostante i lunari siano appesi nelle case di moltissime persone, qualsiasi correlazione tra fasi lunari e crescita agricola è stata smentita già da molto tempo.
🌙La luna e la crescita dei capelli
Crescita, caduta, e ricrescita dei nostri capelli e delle nostre unghie, sono influenzate dalla luna. È molto comune andare a tagliarsi i capelli durante la luna crescente, per assistere a una rapida ricrescita. Viceversa, spuntare la propria chioma nei periodi di luna calante, garantirà una ricrescita molto più lenta.
Lo stesso meccanismo, più o meno, riguarda anche le unghie dei nostri piedi e delle nostre mani, influenzate dalle fasi lunari nei loro ritmi di crescita. Nei nostri paesi si sosteneva e forse ancora si sostiene, che bisogna tagliare le unghie dei neonati, quando c’è la fase della luna crescente.
L’associazione tra Luna crescente e, appunto, crescita di alcuni tessuti biologici è a dir poco semplicistica: è una vera bufala, perché non c’è nessuna conferma scientifica di questo presunto fenomeno.
🌙La luna può provocare terremoti
La scienza insegna che l’orbita della Luna è ellittica. Ogni 14 giorni circa il nostro satellite raggiunge il perigeo, il punto più vicino alla Terra, distante in media 363.000 chilometri.
Quando la Luna si trova al perigeo ed è anche piena, appare in cielo più grande del 14% e più luminosa del 30%. È in queste condizioni particolari che si è soliti parlare di superluna, un termine non appropriato per gli studiosi.
Secondo una falsa credenza, la superluna ha un immenso potere distruttivo, che si manifesta in violentissimi terremoti, come accaduto nel 2004 con lo Tsunami dell’Oceano Indiano o con il sisma, che ha colpito il Giappone nel 2011.
La forza di attrazione di una superluna sarebbe così forte da esercitare la sua azione anche sulla crosta terrestre. Il fenomeno della “marea solida” esiste, ma è talmente debole che non potrebbe mai essere in grado di inscenare un sisma catastrofico. Secondo studi specifici non c’è alcuna correlazione tra luna grande e fenomeni sismici.
🌙La luna influenza l’umore
Pessimo umore, cambi repentini di decisioni, aggressività crescente fino ad arrivare, addirittura, a vere e proprie manifestazioni di violenza omicida. Sarebbero questi alcuni degli effetti sul nostro comportamento di cui la Luna sarebbe diretta responsabile.
D’altronde un aggettivo come “lunatico/lunatica” deriva dal latino lunaticus, un termine che indicava sia le persone dal comportamento troppo eccentrico che quelle colpite da crisi epilettica.
Già secondo Aristotele e Plinio il Vecchio, gli stessi meccanismi di interazione tra la forza di attrazione gravitazionale della Luna e le maree, si riscontrano anche nell’organismo dell’essere umano.
Secondo questo mito, in determinati periodi del mese, si verifica uno spostamento delle molecole d’acqua nel cervello a causa dell’influsso lunare. Questo fenomeno sarebbe il responsabile della modificazione del comportamento. Non c’è nulla di vero. La forza di attrazione gravitazionale della Luna ha una ricaduta irrisoria nei confronti del nostro corpo.

Una credenza racconta che la luna rossa è un segnale di Dio e annuncia che sta per accadere qualcosa di grave.
I pochi studi che affermavano il contrario contenevano errori di concetto a dir poco madornali. Uno di questi, ad esempio, aveva concluso che con la Luna piena avvengono più incidenti stradali. Gli autori non avevano considerato il fatto che, nel periodo preso in esame, la Luna piena cadeva durante il fine settimana, quando gli incidenti automobilistici sono più probabili a prescindere.

Licantropia e altre credenze
“Guai a chi nasce colla luna nuova! egli diventerà lupunàriu e gli verranno fuori unghie lunghissime” (Pitrè, 1887-88). Lo stesso succede a che viene concepito nel novilunio o a chi dorme all’aperto in una notte di luna piena.
Il lupo mannaro sente avvicinarsi l’ora dell’accesso ogni mese all’approssimarsi della stessa fase lunare (quintadecima): gli si offuscano gli occhi, cade per terra e si rotola nella polvere e nel fango, urla come un lupo, si contorce orribilmente e corre a quattro piedi per fuggire la luce.
Non sente né bastonate, né altro; l’unico rimedio è un piccolo salasso per mezzo di una puntura sulla fronte o sul capo; in Messina, oltre che con la puntura, si guarisce il lupo mannaro toccandolo con una chiave mascolina.
Da noi si diceva che il lupo mannaro non sale le scale e che le case con più piani, non abbiano nulla da temere.
Questa malattia, misteriosa e paurosa agli occhi del volgo, non è altro, in fondo, se non una forma di epilessia o di isterismo, per cui il malato si crede trasformato in lupo e ne imita il comportamento.
Si crede che il dormire al chiaro di luna possa compromettere la vista o peggio l’equilibrio mentale: lunatico è colui il quale l’influenza della luna ne condiziona abitudini e umore. Si dice che ha la luna; allunatu è colui che rimane stordito, intontito, stonatu diremmo noi.
I figli saranno maschi se concepiti prima del plenilunio, femmine se concepite dopo. Per la donna che non è più primipara si tiene conto della fase lunare dell’ultimo parto. Se la luna era crescente, nascerà un maschio; se scemante nascerà una femmina.
Anche sui futuri pulcini ha influenza la luna. Difatti le uova da covare (sempre in numero dispari) si mettono sotto la chioccia prima del plenilunio, altrimenti i pulcini nasceranno di salute cagionevole e non pipieranno e sempre in plenilunio, per essere pieni, devono essere pescati i ricci di mare.


Nonostante le verifiche della scienza e le repliche, senza particolari eventi "fine di mondo" che si sono succedute nei millenni, questo spettacolare fenomeno continua ad alimentare fantasie, miti e leggende, per non parlare delle suggestioni veliche o canore. La "Luna rossa", o la "Luna di sangue", in inglese Blood Moon, sembra essere ancora avvolta da un'area di mistero e le eclissi sono state spesso state associate a effetti nefasti sulla vita delle persone.
Assiri e babilonesi, durante le eclissi di luna erano soliti suonare il "timpano sacro" e cantare fino a che queste non fossero finite.
I Persiani credevano che l'eclissi fosse una punizione divina nei confronti degli uomini.
Nell'antica Roma, si credeva che durante le eclissi fosse un mostro a divorare la luna, con lo scopo di attirarla verso la terra. Per questo, nonostante non ce ne sia traccia nei testi letterari, per tutta la durata dell'evento si organizzavano riti per scacciare il demone. Questi continuavano anche dopo il ritorno della luce, perché si aveva paura degli effetti nefasti del passaggio del mostro.
Anche in Cina c'era la stessa credenza: in questo caso a divorare il nostro satellite era un drago. Durante le eclissi, quindi, si organizzavano cerimonie in cui si faceva moltissimo rumore per scacciarlo e liberare la luna.
L'antica civiltà degli Inca interpretava la sfumatura rossa come l'attacco di un giaguaro che divorava la luna. Si credeva che il giaguaro potesse poi rivolgere la sua attenzione alla Terra. Quindi le persone avrebbero dovuto urlare, lanciare frecce verso la luna e far abbaiare i loro cani nella speranza di fare abbastanza rumore da allontanare la bestia feroce.
Nonostante queste affascinanti (e terribili) storie, le cause delle eclissi lunari furono studiate già nel II a. C.: a Roma, il console Gaio Sulpicio Gallo aveva chiarito che le cause di questo fenomeno erano naturali e tutt'altro che magiche.
Anche in Grecia gli studiosi avevano iniziato a interessarsi alle eclissi nel V secolo.

Ma le superstizioni sono dure a morire. Ancora oggi, nonostante gli studi sulla luna abbiano sfatato molti miti, si continua a collegare la luna rossa a eventi catastrofici o apocalittici, come un terremoto imminente o addirittura la fine del mondo, si ritrovano in alcune profezie di Nostradamus.
In epoca medievale si evitavano battaglie e ci si rinchiudeva in casa per restare al riparo da spiriti o creature notturne. Secondo alcune tradizioni agli uomini era anche vietato guardarla: si diceva che si potesse rimanerne incantati e diventare preda di creature mostruose.
Giovanni Keplero, nel suo "Somnium" uscito nel 1634, aveva raccontato di demoni in viaggio verso la Terra per rapire gli esseri umani, proprio durante le eclissi. In quegli anni era credenza comune che chi dormiva sotto la luna piena rischiasse la pazzia, la cecità, o di trasformarsi in un lupo mannaro. Ma in tutto questo almeno una buona notizia c'era: nella notte dell'eclissi non si sarebbero liberati spiriti malvagi e non sarebbero comparsi vampiri.
Per un discorso di probabilità, è quasi inevitabile che qualcosa di negativo accada subito dopo un'eclissi o la una visita di una cometa, come in qualunque altro momento dell'anno, ma associarlo a tali eventi è pura speculazione. Oppure ci si può preparare per la prossima tetrade che inizierà nella notte del 25 aprile 2032 e fare come Actarus, il protagonista dell'anime Ufo Robot, che si mette ai comandi del suo robot da battaglia Goldrake. Perché con la luna rossa, si sa, i temibili alieni del pianeta Vega attaccano la Terra.
(Da Repubblica)

Rimane, al di là delle credenze e dei miti, la certezza che la luna strega la nostra fantasia ed affascina il cuore, scatenando la creatività, che consente di immaginare come vogliamo questa misteriosa inquilina notturna.
Osservare la luna piena continua ad essere, nel tempo, uno spettacolo meraviglioso e attraente., che fa bene al cuore.
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