Botros 14 - La sociologia e la Luna
Francesco Caliò (https://t.me/BotrosGiornale) [Art.2 Luglio 2023]
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
Fu un generale di vent'anni
Occhi turchini e giacca uguale
Fu un generale di vent'anni
Figlio d'un temporale
Fabrizio De Andrè – Fiume Sand Creek

Vi chiederete cosa c’entra la sociologia con la luna, ebbene nulla, se consideriamo il nostro satellite naturale in chiave esclusivamente scientifica (astrofisica, astronomica, geofisica, e in tutte le sfaccettature dinamiche, di impatto.., che questo corpo celeste ha sul nostro pianeta.
Proveremo però a dare una chiave di lettura per alcuni versi metaforica[1], cercando di scandagliare quelle influenze che questo corpo orbitante produce in termini di effetti riflessi sulla collettività, sulle società (il plurale è d’obbligo essendo l’umanità differenziata e stratificata, sia sotto il profilo storico, che sul quello socio economico e geografico nonché politico).
Siamo sempre stati abituati a considerare il nostro satellite orbitante in chiave multifunzionale, l’immaginario collettivo infatti osserva la luna sotto molteplici aspetti, umani o trascendentali, scientifici o mitologici, climatici o naturali, persino come fattore spazio/temporale, per non parlare poi dei cicli lunari ben conosciuti già in periodi storici lontani, non mancano infatti artefatti architettonici che richiamano il rapporto uomo/luna.
Persino i viaggi nello spazio sono analizzati sotto il profilo sociologico, i gruppi stessi per quanto piccoli che si alternano sulla stazione spaziale internazionale per le attività scientifiche, devono allo stesso tempo imparare a condividere un habitat piuttosto ristretto, laddove ogni singolo comportamento umano deve essere sincronizzato e simmetrico a quello delle altre persone.

Un conflitto, una banale distrazione derivante da stress può determinare la morte stessa di tutta la micro comunità, insomma lassù non ci si può permettere di avere rivoluzionari, l’aspetto tecnico deve andare di pari passo all’armonia del gruppo, il clima, inteso in senso di benessere non va sottovalutato, si parla infatti di “Astrosociologia”[2], che nulla ha che fare con l’astrologia (fantasiosa branca che fece letteralmente sobbalzare dalla sedia Margherita Hack in quanto Astrofisica, quando venne chiamata in causa in un format televisivo per dire la sua in qualità di scienziato sugli oroscopi…., lascio a voi le dovute riflessioni… poiché la Hack abbandonò lo studio televisivo, inveendo a giusta ragione contro il conduttore del programma), fonte di predizioni futuristiche e grottesche nonché surreali ad opera di ipotetici quanto improbabili maghi.. e questo la dice già lunga…(ndr), ma in società purtroppo non sono pochi quelli che si lasciano trascinare in ricostruzioni del proprio destino da parte di fatiscenti predittori. Infondo, se ci fate attenzione, il meccanismo non è dissimile da quello dei social con gli “influencer”…

Se pensiamo a come sono rimasti nella memoria collettiva, le frasi espresse dagli astronauti che si sono recati sul nostro satellite (un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità[3] – Houston abbiamo un problema[4]) , comprendiamo quanto la luna o ciò che afferisce alla sua dimensione sociale pervade l’aspetto umano. Anche qui, non sono mancate le “cd teorie” complottiste, esse negano di fatto che l’uomo abbia mai messo piede sul satellite.

Ma la luna inquadra anche aspetti storico sociali, persino nella letteratura vi sono tracce importanti che rievocano spaccati di società a forte stratificazione sociale.
“Rosso Malpelo”[5] rievoca una fotografia sociale del sud Italia, e la luna vista come un faro disturbante dell’obblio delle miniere sicule, oppure chi non ricorda “Ciaula scopre la luna”[6], questa volta la luce rappresentata dalla luna, illuminata e illuminante allo stesso tempo, apre alla vita sociale, quasi come fosse uno strumento, una chiave di volta che rompe l’oscurità delle condizioni di miseria e di sfruttamento nelle quali versa il personaggio, e la sua classe sociale, che altro non rappresenta se non la condizione socioeconomica della popolazione meridionale in quel periodo storico e in quel contesto territoriale.

Ma vi sono, come già detto, moltissime angolature sociali della luna, persino il dire “sei lunatico/ca” afferisce sia al modo di essere, di comportarsi.., sia all’ipotetico influsso della luna sul nostro stato d’animo o di umore, un po' per dire che la luna esercita un indiscutibile fascino sulla nostra mente. Un qualcosa di incostante, instabile, mutevole…, essa rappresenta la dipendenza, il principio femminile (gli stessi cicli lunari sono associati alla donna), la periodicità, la trasformazione, la crescita, ma viene soprattutto considerata il simbolo universale della femminilità, principalmente a causa del suo ciclo, riconosciuto da diverse culture come analogo a quello mestruale[7].

Pensiamo già a come nelle culture del passato la luna avesse una grandissima importanza, vi sono testimonianze storiche notevoli, alcune sorprendenti, come il meccanismo di “Antikythera”, un congegno meccanico risalente al 170 AC che serviva per calcolare il moto dei pianeti e le fasi lunari, vero esempio sorprendente di tecnologia del passato[8], soprattutto perché questo all’epoca condizionava le scelte politiche…., e non solo quelle.

Altro esempio socioculturale è sicuramente quello di “Stonehenge”, i monoliti, o più precisamente “megaliti” a cerchio, molto probabilmente altro non erano che un esempio di tecnologia arcaica per comprendere sia i moti lunari che l’allineamento del sistema solare, uno strumento astronomico. Non mancano però gli studi che lo qualificano come luogo di culto, di guarigioni, funerario, tribale o di ricerca del trascendente.., che danno una quadratura interpretativa antropologica[9], forse e molto probabilmente antenati di templi e chiese.

La luna in chiave sociologica ha anche un significato non univoco, si pensi a come viene intrepretata la descrizione “l’altra faccia della luna”, utilizzata in moltissimi contesti o metafore. Persino musicalmente essa ha un impatto sociologico, psicadelico, fluido, ricordiamo tutti il capolavoro “The dark side of the moon”[10], nel 1973 quando usci sul mercato questo disco, esso ebbe un impatto notevole sulla società giovanile dell’epoca, determinò dei mutamenti sociali, di abitudini, tipo di abiti, modi alternativi del vivere quotidiano, evocava “L’OLTRE”, L’INDEFINITO, per questo motivo la luna che ne rappresentava l’anima, venne vista, immaginata come stilizzata, quasi un proiettarsi in avanti nel tempo e nello spazio.

La luna nella navigazione ha rappresentato uno strumento di grande utilità per coloro che solcavano i mari, al pari delle stelle[11]. Fu quindi uno mezzo mediante il quale si potevano tracciare rotte e consentire lo sviluppo del commercio tra paesi e posti molto distanti, e allo stesso tempo permise la contaminazione delle culture. In questa ottica il nostro satellite ebbe al pari di altri strumenti la sua indiscutibile importanza sulle società dell’epoca e sulla loro evoluzione.
Di particolare interesse è il piccolo articolo apparso su Focus[12] che fa una panoramica multidisciplinare sulla luna con un taglio potremmo dire socioculturale (dalla mitologia, alla scienza, dall’antropologia alla finanza, dall’agricoltura alla pesca, etc, etc) laddove ne vengono decritti gli effetti diretti , mediati e indiretti sulla società oltre che sul singolo individuo.
Insomma la luna oltre ad essere il nostro satellite naturale con tutto quello che comporta sotto il profilo geofisico, ha indubbiamente una valenza culturale, economica, antropologica e storica in ogni parte del mondo e nelle diverse epoche storiche.
La luna è quindi una costante nella storia dell’umanità, un simbolo suggestivo, molto gradita agli studenti per sviluppare tesine o ricerche, in più si presta a collegamenti multipli tra discipline anche lontane. Persino nella storia dell’arte essa è presente, con molti artisti che nel corso della storia ne hanno raffigurato la portata umanistica. Per tutti, per mero esempio non esaustivo, “La notte stellata” di Van Gogh raffigura la luna in giallo che irrompe nel blu notte del cielo. Nel volontariato la luna è utilizzata come simbolo di soccorso (la mezza luna rossa è uno dei tre simboli della Croce Rossa Internazionale, insieme alla croce e al cristallo rosso)[13].

Molto interessante è stato il progetto “Metti la luna nel carrello”, a cura dell’Università Tor Vergata di Roma Facoltà di Sociologia[14]. Un gruppo di studenti hanno filmato le reazioni “umane” che si avevano da parte dei clienti di un centro commerciale nel vedere una luna a grandezza d’uomo con la stessa mappatura satellitare della luna vera, (crateri, giochi di luce, promontori, etc), e di converso sono fioccate le richieste di informazioni, di dati, osservazioni, in poche parole è scattata la molla della curiosità, della conoscenza, utilizzando proprio un modello in scala, una luna gonfiabile.
Non manca neppure un’interpretazione di desiderio utopico, quando si dice il “volere la luna”, è come se si aspirasse a qualcosa di irrealizzabile, non alla portata dell’uomo, o meglio di fantastico ed irraggiungibile.
Insomma, non resta da dire che… ad ognuno la sua luna.
Buona estate..
[1] Gereth Morgan – IMAGES - Le metafore dell’organizzazione – Franco Angeli 2022 - https://www.francoangeli.it/Libro/Images.?Id=15245
[2] https://endoxai.net/2022/07/23/astrosociologia/ - Università di Trieste – Bimestrale di sociologia Luglio 2022
[3] Neil Armstrong - Fu proprio con queste parole, ormai celeberrime, che il 20 luglio 1969 Neil Armstrong toccò la superficie del nostro satellite. Era solo il primo dei 12 astronauti che nel giro di tre anni calpestarono il suolo lunare.
[4] Questa frase è molto probabilmente una delle più famose della storia dell'esplorazione spaziale e fu pronunciata da Jack Swigert, pilota del modulo di comando delle celebre ma sfortunatissima missione lunare Apollo 13. “Okay Houston, we've had a problem here” (“Okay Houston, abbiamo avuto un problema qui”).
[5] Giovanni Verga - https://online.scuola.zanichelli.it/metodiefantasia/files/2009/08/verga.pdf -
[6] Luigi Pirandello - https://www.pirandelloweb.com/ciaula-scopre-la-luna/
[7] Stefano Mayorca – La Luna – De Vecchi editore 2023
[8] https://www.focus.it/cultura/storia/il-meccanismo-di-antikythera
[9] Bernard Mayer – Stonehenge – Il Mulino 2020
[10] Pink Floyd – The dark side of the moon” – 1973 - https://it.wikipedia.org/wiki/The_Dark_Side_of_the_Moon
[11] https://www.kaspersky.it/blog/navigation-at-sea/8302/
[12] https://www.focus.it/scienza/spazio/01072009-1832-667-stregati-dalla-luna-10-leggende-incredibili-sul-nostro-satellite
[13] https://www.redcross.ch/it/chi-siamo/movimento-internazionale-della-croce-rossa-e-della-mezzaluna-rossa/gli-emblemi-del-movimento-della-croce-rossa-e-della-mezzaluna-rossa
[14] https://edu.inaf.it/approfondimenti/cronache-dalla-scuola/metti-la-luna-nel-carrello/
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