Andrea Pirlo e il futuro della Juventus

Andrea Pirlo e il futuro della Juventus

Antonio Esposito
Andrea Pirlo (Flero, 19 maggio 1979 - fot. PAP)

Nuovo allenatore della Juve

Il nuovo allenatore della Juventus, Andrea Pirlo, ha preso il posto di Maurizio Sarri circa un mese fa, dopo aver lasciato la Juventus il 6 giugno 2015 nella finale di Berlino e il 5 novembre 2017 definitivemente il calcio. Il 30 luglio 2020 è stato ufficialmente annunciato il suo rientro ai bianconeri, ma per sedersi sulla panchina della Juventus Under 23. Ma come comincia la storia? Pare che sia stato Conte ad avere un’influenza decisiva sulle scelte di Pirlo: “La prima volta che ho valutato la possibilità di fare l’allenatore è stata dopo una lezione di Conte. Ce ne faceva sempre da 40 minuti l’una. È stato allora che tra me e me ho pensato: ‘Anche io voglio fare l’allenatore”- ha detto Pirlo. Pirlo ha in testa la sua prima Juve da giocatore guidata da Conte e da quell’atteggiamento deriva in gran parte la sua tattica.

Che allenatore sarà?

All’inizio non è stato possibile dire che allenatore sarebbe stato. Alla conferenza di presentazione ha accennato solo di voler prendere qualcosa di tutti gli allenatori con cui aveva a che fare nel passato: Lippi, Ancelotti, Conte e Allegri. Ha ammesso anche di aver avuto in testa già da tempo il proprio modello di gioco, basato su ciò che gli piaceva fare in campo. I suoi primi giorni da allenatore hanno dimostrato che vuole solo alzare l’asticella. Il primo mese ha già dato alcuni forti segnali del suo stile, le sue intenzioni e piani, nonché la sua filosofia di calcio. Già alcuni mesi fa Pirlo ha rivelato qualche dettaglio circa la sua futura carriera da allenatore: possesso della palla, affascino per il 4-3-3 e la qualità di gioco. 

La sua squadra deve giocare bene, dominare il gioco e avere sempre la voglia di vincere. Qualche mese fa Pirlo ha lasciato sul suo profilo nei social media un’intervista in cui ha citato alcuni modelli ai quali vorrebbe riferirsi per elaborare la propria idea calcistica. Ammette che tra i suoi allenatori preferiti ci sono al momento: Guardiola, De Zerbi, Slot e Quique Setién, e poi „ A parte Guardiola, che guardano tutti, mi piace molto vedere la costruzione di De Zerbi, l’Ajax, l’AZ Alkmaar, il RB Lipsia, l’Ajax di Van Gaal, il Barcellona di Cruijff”. Basandosi su quello che dice, i suo modelli di studio sono allenatori coraggiosi e identitari. 

L’ex juventino è perfettamente consapevole dell’obbligo di vincere e dello stress che accompagna ai giocatori che si vestono la maglia bianconera. L’unico suo rischio potrebbe essere una scarsa esperienza in panchina, ma qualsiasi scelta in questo caso potrebbe comportare dei rischi, qualsiasi scelta può essere una scommessa. Questa scelta ha portato con sé il profumo del futuro, e non è mica poco.

Pirlo, però, non convince tutti, a partire dalle agenzie di scommesse sportive. Le prime quote nelle scommesse aperte dai bookmaker erano bassissime. Oggi vediamo un leggero rialzo che conferma le perplessità legate alla nomina di Andrea Pirlo.