Adam e Nancy Solomon. Geova ci ha accolti
GDS
Sono nata in una famiglia di ebrei ungheresi. La maggioranza dei miei familiari venne uccisa nei campi di concentramento. Questa è una cosa che l’Olocausto mi ha portato via: il concetto di famiglia. Avevo bisogno di spiegazioni. Dovevo sapere perché erano stati uccisi. Questo mi aveva spinta fin da giovanissima a cercare di capire se esistesse una religione vera. Per me essere ebrea non era tanto una questione religiosa, ma culturale. Una mia amica venne da me e mi disse: “Devo dirti una cosa. Un testimone di Geova mi ha dato questo libro. È il più bel libro che abbia mai letto”. Dissi: “Ok, lo leggerò”. Neanche una settimana dopo sentii bussare alla mia porta: andai ad aprire, erano 2 ragazze che iniziarono a parlarmi della Bibbia. Cominciai a studiare con Carolyn e, da quando divenne regolare, lo studio iniziò a piacermi sempre di più. Un giorno mio padre era a casa. Si mise a gridare contro i Testimoni e praticamente li buttò fuori. Da quel momento le cose non fecero che peggiorare: non c’era un attimo di pace e non facevo che piangere. Non riuscivo a capire perché nessuno avesse mai pensato di chiedermi: “Ma cos’è che ti piace di questa religione? Chi sono queste persone? Parliamone”. No, niente. È stato davvero molto difficile. Poco dopo il mio battesimo mia madre venne da me e mi disse: “Io e tuo padre andiamo via oggi. Meglio se non ti fai trovare a casa quando torniamo”. Avevo 17 anni. Non sapevo dove andare. Non avevo idea di cosa avrei fatto. Ma confidavo in Geova. Presi il telefono e chiamai Carolyn. Nel giro di pochissimo tempo la casa si riempì di fratelli e sorelle. Caricarono le mie cose su un furgone e le portarono a casa di Carolyn. Lei mi disse: “Puoi rimanere a vivere con me”. Prima di battezzarmi, andavo e tornavo da scuola con un amico. Ogni giorno gli parlavo di quello che stavo imparando. Lui disse: “Sai, mi piacerebbe incontrarle queste persone. Ho un po’ di domande”. Chiesi loro: “Perché moriamo? Perché invecchiamo?” e così via. Mi rispondevano direttamente con la Bibbia; quando poi uscii da quella casa dissi: “Questa è la verità!” Quando ero piccolo, nella mia famiglia si doveva andare in chiesa tutte le domeniche. Ma da adolescente la religione passò in secondo piano, mentre il basket diventò sempre più importante. Quando sei giovane vedi che i giocatori professionisti guadagnano un sacco di soldi. I miei insegnanti dicevano ai miei genitori: “Diventerà un buon giocatore di basket. Stategli dietro. Al diploma potrebbe già valere centinaia di migliaia di dollari”. Ricevetti più di 125 borse di studio. Avrei potuto farmi un’istruzione gratuitamente solo perché giocavo bene a basket. Perciò mi resi conto molto presto che diventare giocatore professionista poteva significare tantissimo, non solo per me ma anche per la mia famiglia. Invece riguardo all’argomento “Dio”, avevo un certo interesse, ad esempio facevo a mia madre qualche domanda, ma fu solo quando Nancy mi fece incontrare i Testimoni che in me scattò qualcosa. Un giorno stavo studiando e sentii mia mamma piangere nel seminterrato. E le chiesi: “Cosa c’è?” Lei rispose: “So che alla fine diventerai testimone di Geova”. Realizzai che non sarei diventato un giocatore di basket, ma sarei diventato testimone di Geova, perché era più importante. E questo mi fece fare moltissimi cambiamenti. Quando gli altri scoprirono che stavo per diventare Testimone, cominciarono a evitarmi. Le persone cercano di usarti quando pensano che puoi dargli qualcosa o che diventerai qualcuno. Ma decidendo di servire Geova completamente, perdi tutte quelle persone del mondo che credevi tuoi amici. Fu così che un’estate iniziai a studiare con il fratello Crespo, e nel giro di 6 mesi mi battezzai. E poi decidemmo di sposarci. Il versetto che dice: “Anche se mio padre e mia madre mi abbandonassero, Geova stesso mi accoglierebbe” si è dimostrato vero in moltissime occasioni. Quando diventi testimone di Geova, entri a far parte di una famiglia che farebbe qualsiasi cosa per te. Abbiamo affrontato vari problemi nel corso degli anni, ma Geova non ha mai detto che tutto sarebbe stato perfetto. Ha detto invece che quando abbiamo dei problemi, non siamo soli ad affrontarli. E in questo Geova non ci ha mai delusi.