ASAP: TRASFORMARE L’ANGOSCIA IN REAZIONE
LIBERTÀ E DEMOCRAZIA⏹️ Se esistesse un Alberto Moravia capace di delineare un affresco veritiero della attuale classe sociale media, temo che la descrizione restituirebbe un’immagine dove molti farebbero fatica a riconoscersi, salvo poi ammettere la veridicità che l'angoscia è l’elemento che maggiormente caratterizza la classe media attuale.
🔹️ E più si scende tra gli strati economicamente sottosviluppati della società e le fasce di età più giovani, più l’angoscia aumenta e si tramuta in vera e propria disperazione.
🔹️ Abbiamo vissuto in un’epoca in cui il nesso tra ciò che accadeva, eventi sempre più gravi, sempre più brutali, e l’approccio psicologico a tali fatti da parte dei subalterni, che passano da non reazioni o
dall’indifferenza all’apatia, risultava tale da influenzare fatalmente l’uno l’altro, in una spirale apparentemente senza termine.
🔹️ Più era elevato il grado di disinteresse e passività verso i fatti del mondo, più le nefandezze compiute a nostri danni sono diventate malcelate, oblique, insidiose e poi palesi, aggressive, brutali, barbare ma che alla fine ha fatto inceppare il meccanismo.
🔹️ Le classi dominanti che esercitano un predominio sfacciato e presuntuoso, immorale a tutti i livelli, dopo una serie di soprusi di ogni tipo, non avevano messo in conto che di fronte al crimine trasmesso in mondovisione, sul genocidio dei palestinesi, il vaso sarebbe tracimato.
🔹️ Anzi non avevano previsto che in qualche modo si sarebbe potuta innescare una reazione, un violento spasmo, un bagliore di vita residua nel cadavere gelido e inerte delle società occidentali.
🔹️ I decenni di apparente inerzia non sono trascorsi senza lasciare segni. Il marciume infestante e l’involuzione culturale dilagante hanno innanzitutto generato individui sempre più egocentrici e in competizione tra loro e, di conseguenza, sempre più soli e sempre più ansiosi.
🔹️ I giovani, soprattutto, hanno raggiunto livelli di insicurezza e di inquietudine insostenibili, forgiati in un contesto sociale che non accetta sconfitti e mina le fondamenta di qualsiasi barlume di solidarietà.
🔹️ Oggi quell’ansia individuale è diventata vera e propria angoscia. In un climax ascendente che sarà bene essere capaci di intercettare prima che il cadavere entri definitivamente in rigor mortis.
🔹️ La generazione dei millenials e quelle a seguire sono le prime, dopo decenni di ristagno, a dover sperimentare sulla propria pelle degli adeguamenti mentalmente impossibili da sostenere e dei cambiamenti globali di enorme portata.
🔹️ Hanno visto le precedenti generazioni emergere economicamente e consentire loro di conseguire una formazione vasta e specifica ma allo stesso tempo si sono dovuti abituare ad una esistenza sacrificata sull’altare del lavoro sottopagato e precario senza speranza di poter vedere crescere i propri risparmi, come accadeva in precedenza....
🔹️ Durante la fase di transizione con il governo tecnico del 2011, hanno introdotto la precarietà quale condizione di vita strutturale e siamo stati manipolati affinché non vedessimo ciò che è effettivamente, ma quale “opportunità del cambiamento”.
🔹️ Una favola per nascondere lo squallore del ricatto e la mancanza di sicurezze, l’impossibilità permanente di accedere a prospettive di vita stabili.
🔹️ Sono quelle generazioni che non sanno più come potersi mantenere gli studi fuori sede o un affitto a lungo termine vicino al posto di lavoro, ospiti sgraditi di città in cui l’abitare è concepito solo se temporaneo, possibilmente turisti con ventaglio e carta american express tra i denti.
🔹️ Sono quelli che si accorgono, estate dopo estate, che quella cappa asfissiante di afa e smog è una costante sempre più sistemica, sempre più opprimente e sempre più determinante nel loro futuro.
🔹️ Sono quelli che quando pensano al futuro, prima di chiedersi “che lavoro vorrò fare da grande” oppure “che sogni intendo realizzare” ormai si interrogano se l’umanità riuscirà a superare indenne la fatidica soglia del 2050 oppure se la civiltà collasserà prima per il climate change.
🔹️ Sono quelli che hanno più bisogno di welfare pubblico e di servizi ma vedono solo un susseguirsi di governi che tagliano la spesa pubblica ma investono cifre astronomiche in armi.
🔹️ Sono quelli che hanno già visto un genocidio in diretta, hanno normalizzato le minacce nucleari, hanno visto rapire impunemente capi di Stato per impossessarsi delle risorse dei loro Paesi, e che farebbero meglio a “riabituarsi all’idea della guerra”.
🔹️ Sono quelli che sentono la Von der Leyn consigliare di prepararsi lo zaino con kit di sopravvivenza per ogni evenienza, mentre provocano, con tutte le loro forze, una inevitabile reazione russa nei Paesi membri della NATO, a spese, intanto, di milioni di cittadini ucraini.
🔹️ Le nuove generazioni sono state cresciute nel mito del progresso, nella retorica perbenista delle istituzioni, nella certezza matematica che la guerra andasse studiata sui libri di storia quale un vecchio arnese del passato, o comunque, nella tranquillità di chi osserva accadere le cose a distanza di sicurezza, invece....
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Leila Cienfuegos
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