Piaci a Dio?

Piaci a Dio?

Paolo Castellina

Oggi si vendono libri che parlano di “come piacere” ad un ragazzo… ad una ragazza, e persino “come piacere a tutti ...in cinque minuti”! A nessuno sembra oggi interessare “come piacere a Dio”! Illusi che siamo: oggi noi viviamo in una società con sempre meno “timore di Dio”. Dio viene ignorato e pochi cercano di piacergli nel loro comportamento, salvo presumere di essere comunque “a  posto” sulla base dei propri soggettivi criteri. Se ci si confronta, però, con la sua volontà rivelata, ci ritroveremo in disperato difetto. Grazie a Dio, però, affidandoci alla persona ed all’opera del Salvatore Gesù Cristo, possiamo trovare in lui la nostra accettabilità agli occhi di Dio. Non è allora più necessario cercare di piacere a Dio? Lo esamineremo brevemente attraverso il testo di Romani 6:1-11.

“Liberi dal dominio del peccato. “Che diremo, allora? Che dobbiamo continuare a peccare, perché Dio continui a mostrarci sempre più il suo amore e il suo perdono? No di certo! Noi siamo morti al peccato, come possiamo continuare a vivere in esso? Oppure vi siete dimenticati che il potere che il peccato aveva su di noi è stato vinto, quando siamo diventati cristiani e siamo stati battezzati in Cristo, per diventare parte di lui? Perché è per mezzo della sua morte che la nostra natura peccaminosa è stata distrutta. I nostri vecchi istinti, che amavano il peccato, sono stati sepolti con lui nel battesimo che ci ha uniti alla sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti, mediante la gloriosa potenza di Dio Padre, anche noi vivessimo una vita nuova. Se è vero, infatti, che siamo diventati parte di lui con una morte simile alla sua, allo stesso modo saremo parte di lui per quanto riguarda la resurrezione. Di una cosa siamo certi: che i nostri vecchi malvagi desideri sono stati inchiodati alla croce con Cristo. Quella parte di noi a cui piace tanto peccare è stata distrutta, affinché non siamo più schiavi del peccato. Chi muore, infatti, è libero dal dominio del peccato. Quindi, se la nostra vecchia natura, amante del peccato, «morì» con Cristo, noi crediamo anche che con lui vivremo. Cristo risuscitò dai morti e non morirà mai più. La morte non ha più alcun potere su di lui. Cristo morì una volta per sempre, per mettere fine al potere del peccato, ma ora vive per sempre, in perfetta unione con Dio. Perciò anche voi consideratevi come morti, per quanto riguarda la vostra vecchia natura di peccato. Consideratevi, invece, vivi per Dio con Gesù Cristo” (Romani 6:1-11 BDG).

Il timor di Dio è oggi spesso considerato “una superstizione”. Secondo la Bibbia, però, il timor di Dio non vuole dire “paura di Dio”, ma rispetto per Dio, il considerarsi sempre sotto il suo sguardo, preoccupati di piacere più a lui che ai nostri simili. Questo atteggiamento è oggi sempre più raro.

Che cosa vuol dire, però, piacere a Dio? Al riguardo ciascuno ha le proprie idee. “Piacere a Dio”, però, non potrà che essere il confrontarsi costantemente con la sua volontà rivelata, ciò che egli ha rivelato piacergli, e questo lo troviamo nella sua Parola, contenuta nella Bibbia.

Se questo è vero, com'è vero, gli sforzi umani per vivere una vita morale e gradita a Dio si rivelano essere tentativi vani ed inefficaci per elevarci al di sopra del fango in cui tutti siamo immersi. Se siamo onesti con noi stessi, infatti - e intendiamo seguire i criteri che Dio stesso ha stabilito nella sua Legge morale - la cosa si rivela parecchio frustrante, perché ci rendiamo conto di non farcela e cadiamo nella disperazione, come illustra la nota esperienza del Riformatore Martin Lutero.

Di fatto, la stessa proclamazione della legge morale di Dio era stata intesa per mettere ancora più in evidenza la maledizione che grava su di noi, che frustra questi nostri tentativi e ci condanna. È proprio questa frustrazione che ci porta ad accogliere con somma riconoscenza e glorificare l'iniziativa salvifica di Dio che, dall'esterno, viene in nostro soccorso per realizzare Lui stesso in Cristo quanto a noi è impossibile. Questo è l’annuncio dell’Evangelo, la buona notizia che riceviamo in Gesù Cristo.

Sforzarci di vivere secondo giustizia, però, è allora del tutto inutile? Dovremmo, per assurdo, vivere nel peccato solo per magnificare la grazia di Dio che ci salva? No di certo. Accogliere il Salvatore Gesù Cristo è finalizzato a vivere la nostra vita veramente secondo la volontà di Dio, non per guadagnarci il Suo favore ma per amor Suo e per amore della giustizia in quanto tale. È questo ciò che l'Apostolo intende evidenziare nel testo di oggi.

Credere in Cristo, affidare a Lui la nostra vita, significa “morire al peccato”. Essere sottoposti all'acqua del battesimo significa rappresentare visivamente come la nostra vecchia vita, vissuta all'insegna del peccato, sia stata “lavata via”, sia stata “annegata”, sia “morta e sepolta”. Uscire dall'acqua del battesimo significa rinascere con Cristo a novità di vita e procedere, al seguito di Cristo, in una vita vissuta secondo la sua volontà, secondo giustizia.

Unirci alla morte e risurrezione di Cristo non è un'esperienza mistica, “virtuale”, “ideale”, “simbolica” ma deve segnare un effettivo nostro cambiamento di mentalità e di comportamento, dev'essere segno di un'autentica conversione. Il cristiano deve poter dire e dimostrare che il suo “vecchio uomo” è stato crocifisso con Cristo, che “il corpo del peccato” è stato annientato, che “non serve più” al peccato. Significa poter dire “il peccato non mi serve più”, come pure, “io non sarò più servo del peccato”, non sarò più influenzato e condizionato da esso, “io sono morto per sempre a ciò che Dio considera peccato, esso non ha più potere su di me. Ora io vivo per Dio. Dio mi ha fatto rivivere moralmente e spiritualmente con Cristo.

Le forze spirituali della malvagità non sanno che farsene di cadaveri. Gli zombi non esistono: sono solo frutto di fantasie malate. Le forze della malvagità vogliono e sfruttano gente viva che possano manipolare a loro piacimento. “Le forze del peccato e della malvagità devono capire che con me hanno chiuso, che con me non hanno più nulla a che fare, che io mi rifiuto di collaborare con esse e servirle, perché ora io appartengo solo a Cristo. Egli è il mio Signore, non a parole ma nei fatti. Da Lui dipendo, Lui io servo, a Lui ubbidisco “in esclusiva”. Egli ha diritto su di me “a regime di monopolio”. Ora io vivo grazie a Cristo, con Cristo, in Cristo e per Cristo.

Talvolta si sente qualcuno dire ad un altro con il quale non vuole avere più rapporti: “Considerami come morto. Fai finta che io sia morto! Non mi cercare più”. È come dire: “Ero sposato al peccato. Il peccato, però, mi ingannava, mi tradiva, mi portava alla rovina. Da esso, così, ho chiesto ed ottenuto il divorzio. I nostri rapporti ora sono interrotti per sempre. Considero l'ex partner come morto ed io per lui sono come morto”. Non posso neanche dire al peccato, da cui ho divorziato: “Rimaniamo amici”. No. Ora ho un nuovo “partner” il Cristo, ora vivo la mia vita con Lui soltanto. Certo posso rammentarmi di com'era la vita quando ero “sposato al peccato”, ma senza alcuna nostalgia. Ora racconto a tutti la storia di come Iddio, facendomi trovare Cristo, mi abbia “sciolto dal mio precedente matrimonio” e mi abbia legato indissolubilmente a Colui che giammai mi tradirà, anzi, che mi ama veramente e mi amerà per sempre nutrendomi e curandomi teneramente. “...e i due diverranno una carne sola. Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa” (Efesini 5:31-32).

PREGHIERA

Signore Iddio, che il battesimo, laddove la mia vita è stata consacrata a Te, sempre mi rammenti che il mio vecchio modo di essere, impostato al peccato è stato soppresso, è morto ed è sepolto e che ora vivo con Cristo una vita del tutto nuova. Anelo alla vita di risurrezione che un giorno sarà completamente realizzata. Il Cristo, al quale sono indissolubilmente legato, è il mio Garante. Amen.

29 Aprile 2018 - Quinta Domenica dopo Pasqua

Atti 8:26-40; 1 Giovanni 4:7-21; Giovanni 15:1-8; Salmi 22:24-30

Onnipotente Iddio, che conoscerti veramente vuol dire vita eterna: Concedici di conoscere perfettamente il tuo figlio Gesù Cristo come la via, la verità e la vita; affinché possiamo costantemente seguire i suoi passi nella via che conduce alla vita eterna;: per Gesù Cristo, tuo Figlio e Signor nostro, che vive e regna con te, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.